Le macchine su Marte ma i problemi sono sulla Terra: l'eterna scommessa Elon Musk

Il 6 febbraio Elon Musk, il fondatore di Tesla e della società aerospaziale SpaceX, ha lanciato nello spazio il razzo Falcon Heavy con incapsulata sulla punta la sua personale Tesla Roadster. Il geniale imprenditore della Silicon Valley in un’intervista ha dichiarato che il lancio dell’auto elettrica nello spazio è solo l’inizio; nel 2022 prevede di aver costruito una navicella spaziale cargo che permetta di raggiungere Marte e di gettare le basi per la colonizzazione del Pianeta Rosso che, secondo le sue previsioni, potrebbe già avvenire nel 2024.

Se di carisma e di capacità di marketing Elon Musk ne ha da vendere, purtroppo lo stesso non si può dire delle sue vetture.

Ieri una ricerca rilasciata da Goldman Sachs ha espresso una raccomandazione molto negativa sul titolo listato sul Nasdaq. Le vendite nell’ultimo trimestre sono in calo di quasi il 30% e gli analisti prevedono che le problematiche legate all’impianto di fabbricazione Gigafactory 1 siano ancora così rilevanti da rendere difficilmente raggiungibile l’obbiettivo prefissato dalle linee guida di una produzione di 2500 veicoli Model 3 per settimana per il primo trimestre.

L’asticella di produzione di 2500 veicoli a settimana è già stata ampiamente ridimensionata rispetto alle dichiarazioni all’apertura di Gigafactory 1. All’inaugurazione si parlava di una capacità produttiva per il 2018 di cinquecentomila macchine all’anno, ma i continui problemi all’interno della filiera produttiva, che recentemente hanno portato a chiudere per cinque giorni l’impianto, hanno indotto Musk a ridimensionare le proprie dichiarazioni al fine di non spazientire mezzo milione di clienti in attesa delle sue vetture.



Le reazioni dei mercati sono quindi da considerarsi piuttosto di breve periodo; tuttavia nel settore metallurgico vi sono possibili beneficiari di questa politica protezionistica.

Quali investimenti potrebbero essere interessanti in ottica di medio termine?

Ad aggiungersi ai problemi interni arrivano le concorrenti, in particolare Volkswagen che il 16 marzo ha annunciato di voler puntare tutto sull’auto elettrica ed ha fatto sapere che entro il 2022 ben 16 fabbriche del gruppo saranno dedicate alla produzione di vetture a batteria.

Tesla è un titolo con una volatilità annua del 35.8%,, che è tornato a scambiare sul mercato ai livelli di Aprile 2017, un monopolio a rischio, problemi produttivi e con un modello di business che prevede continui ed elevati investimenti. La macchina del futuro diventa sempre più un titolo adatto per un’ottica di puro trading o per investitori con un’elevata propensione al rischio.